Macerie alla luce della legge – le più recenti normative relative ai rifiuti da costruzione

I primi decenni del nostro secolo sono un periodo di rapido aumento della consapevolezza ecologica, soprattutto nelle regioni sviluppate del mondo. Negli ultimi anni la parola “riciclaggio”, declinata in tutti i casi, si è stabilmente radicata nel nostro vocabolario quotidiano.
Le normative relative alla raccolta differenziata dei rifiuti hanno coinvolto anche il settore edilizio.
Vediamo dunque come attualmente il diritto polacco disciplina la gestione delle cosiddette “macerie”.
Cosa dice la legge edilizia?
I principali atti normativi che affrontano la questione dei rifiuti da costruzione sono:
- Legge del 14 dicembre 2012 sui rifiuti (testo consolidato Dz.U. 2023, pos. 1293)
Si tratta dell’atto normativo principale in materia di gestione dei rifiuti, inclusi quelli da costruzione. Secondo tale legge, i rifiuti da costruzione sono considerati rifiuti non pericolosi e richiedono una gestione adeguata al fine di minimizzarne l’impatto sull’ambiente.
- Regolamento del Ministro del Clima e dell’Ambiente del 29 ottobre 2021 relativo al catalogo dei rifiuti (Dz.U. 2021 pos. 1988)
Questo documento, analogamente al precedente, impone all’esecutore dei lavori edilizi l’obbligo di separazione dei rifiuti.
L’esecutore dei lavori è tenuto a suddividere adeguatamente i rifiuti in diverse frazioni, quali: macerie, legno, metallo, vetro, materiali isolanti, materiali plastici ecc. Tale suddivisione consente il successivo recupero delle materie prime secondarie.
Cosa significano in pratica le norme sui rifiuti da costruzione…
Ti chiedi: dove buttare le macerie dopo una ristrutturazione, dove portare le macerie? Se stai ristrutturando un appartamento, sei obbligato a ordinare un sacco o un container fornito dal comune. In tal caso non sei obbligato a separare autonomamente le macerie in diverse sottocategorie.
Se sei un investitore, spetta a te incaricare un’azienda professionale per il trasporto delle macerie. Tuttavia, la separazione dovrebbe essere effettuata dall’impresa che esegue il tuo incarico. La responsabilità per la selezione dei rifiuti nel cantiere ricade sia sull’investitore sia sull’esecutore.
Se gestisci un’impresa edile, dovresti assicurarti che gli esecutori diretti dei lavori conoscano le regole e i criteri di suddivisione dei rifiuti da costruzione e non li mescolino con altri tipi di rifiuti. In caso contrario, l’investitore potrebbe accusarti di inadempienza contrattuale.
Riciclaggio autonomo delle macerie
Un’alternativa all’utilizzo dei servizi di aziende esterne è il riciclaggio autonomo delle macerie.
Può essere una soluzione conveniente per grandi imprese edili o investitori che finanziano progetti di ampia portata. In tal caso le materie prime recuperate dalle macerie potranno essere riutilizzate, ad esempio, per il consolidamento del terreno o la realizzazione di strade di accesso.
Per il recupero autonomo delle materie prime dalle macerie è tuttavia necessario disporre di adeguate attrezzature, soprattutto – frantoio a mascelle.
I frantoi sono macchine utilizzate nell’industria mineraria, edilizia e nel riciclaggio. Servono a frantumare materiali quali pietre, rocce, mattoni, calcestruzzo, macerie da costruzione e altre sostanze dure. Sono uno strumento indispensabile nel processo di frantumazione delle materie prime. Consentono di ottenere particelle di dimensioni adeguate che possono essere utilizzate nelle fasi successive della produzione.
Maggiori informazioni sui frantoi sono disponibili nel nostro altro articolo.
Quali rifiuti da costruzione possono essere riutilizzati?
Il materiale principale adatto a essere reinserito nel processo produttivo è la maceria da costruzione. Essa comprende, tra l’altro:
pietre, vecchie superfici asfaltate, calcestruzzo, cubetti di pavimentazione, mattoni ecc.
La maceria sottoposta all’azione del frantoio viene utilizzata come materiale per la produzione di:
lastre per marciapiedi, calcestruzzo riciclato, sottofondi stradali, malta, asfalto o riempitivi.
Riciclaggio autonomo – norme del diritto edilizio
È tuttavia opportuno ricordare che per effettuare il riciclaggio autonomo dei rifiuti da costruzione è necessario ottenere un’apposita autorizzazione.
Tale documento può essere rilasciato dal maresciallo del voivodato, dal presidente della provincia oppure dall’ufficio del direttore regionale per la protezione dell’ambiente.
Esistono tuttavia delle eccezioni:
Non è necessario il permesso per:
- persona fisica o unità organizzativa non imprenditoriale che utilizza i rifiuti per esigenze proprie
- soggetto che detiene l’immobile e raccoglie rifiuti urbani prodotti su tale immobile.
Ciò significa che, ad esempio, in caso di ristrutturazione autonoma di una casa, una persona fisica può senza autorizzazione accumulare, recuperare e riutilizzare i rifiuti da costruzione.
Cosa c’è di nuovo nella legge edilizia nel 2025?
Dal 1° gennaio 2025 è stato introdotto l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti da costruzione con suddivisione in sei frazioni:
legno, metalli, vetro, gesso, plastica e i cosiddetti rifiuti minerali (piastrelle, mattoni, calcestruzzo, ceramica, pietre).
Le nuove disposizioni includono anche modifiche al sistema BDO (Banca dati sui prodotti e sugli imballaggi e sulla gestione dei rifiuti).
D’ora in poi gli imprenditori saranno obbligati a riportare in modo dettagliato quali rifiuti vengono destinati al riciclaggio e in che modo sono stati trattati.
Le nuove disposizioni, secondo il principio che l’ignoranza della legge nuoce, prevedono anche sanzioni più severe per le persone che non rispettano le linee guida aggiornate.
Oltre alla minaccia di sanzioni, un altro fattore che dovrebbe incoraggiarci a rispettare le nuove regole è la cura per la natura e il paesaggio locali. Lo stoccaggio e l’utilizzo legale dei rifiuti rappresentano una pratica vantaggiosa ed etica.







