Piante energetiche – come valorizzare terreni di bassa categoria e terreni incolti?

Un terreno povero non deve restare incolto! La coltivazione di piante energetiche non è solo un modo per valorizzare terreni inutilizzati e suoli di classe V e VI, ma anche un’idea per un’attività redditizia! La sua redditività aumenta notevolmente se si va oltre e si avvia la produzione di combustibile solido da biomassa: pellet da riscaldamento, bricchette o cippato.
La domanda di biomassa cresce costantemente! Le forme ecologiche di riscaldamento hanno acquisito una popolarità che continua ad aumentare. Le caldaie a biocombustibile vengono installate sempre più spesso sia negli edifici residenziali sia negli impianti industriali. La domanda è generata anche dal settore energetico: nonostante l’introduzione di limitazioni relative alla combustione di legno di pieno valore, nel 2025 in Polonia la quota di energia elettrica ottenuta dalla combustione della biomassa è aumentata di oltre il 36% rispetto al 2024, raggiungendo oltre 6,7 TWh. Nel frattempo, a causa del drastico calo della fornitura di legno proveniente dalle Foreste Statali, diminuisce la quantità di segatura proveniente dall’industria del legno. Anche considerando materie prime alternative per la produzione di pellet, cioè rifiuti agricoli come paglia o gusci di girasole, rimane un notevole vuoto di mercato. Le colture energetiche hanno la possibilità di colmarlo!
Piante energetiche coltivate in Polonia
Le piante energetiche sono specie coltivate per ottenere biomassa necessaria alla produzione di energia rinnovabile, compresi biocombustibili solidi come pellet e bricchette. Dovrebbero essere caratterizzate da un elevato accrescimento annuale, alto potere calorifico (nell’intervallo di 15-19 MJ/kg), basse esigenze del terreno, minima richiesta di fertilizzanti, nonché elevata resistenza a malattie, parassiti e condizioni atmosferiche sfavorevoli. Nel caso della produzione di biogas, biodiesel e bioetanolo vengono utilizzate soprattutto colture agricole annuali. Le tipiche piantagioni di piante energetiche perenni vengono create per ottenere materia prima destinata alla produzione di biocombustibili solidi di alta qualità destinati alla combustione e co-combustione.
Le proprietà fisico-chimiche del combustibile influenzano direttamente la durata delle caldaie e le emissioni inquinanti, pertanto la biomassa ottenuta da piante energetiche utilizzate per la produzione di biocombustibili solidi è soggetta a rigide norme qualitative. Dovrebbe contenere non più dell’1,5% di cenere e dell’1% di zolfo, oltre a essere caratterizzata da un’umidità inferiore al 10%.
Le colture energetiche perenni possono essere impiantate sui terreni più poveri esclusi dall’uso agricolo, così come su aree contaminate e devastate industrialmente. In Polonia le più importanti sono senza dubbio il salice energetico e il miscanto, ma cresce gradualmente l’interesse anche per numerose altre piante energetiche.
- Il salice energetico è un nome comune utilizzato per diverse specie e varietà caratterizzate da una crescita molto rapida della biomassa. Le più importanti sono il salice da vimini (Salix viminalis) e il salice americano (Salix americana). Costituisce circa il 50% dell’attuale superficie di colture energetiche perenni in Polonia. Può essere piantato su qualsiasi tipo di terreno, eccetto quelli secchi e sabbiosi (classe VI). Tollera terreni umidi e contaminati da metalli pesanti. Il potere calorifico del salice è di 17-20 GJ/t di sostanza secca.
- Il miscanto gigante (Miscanthus x giganteus) e le varietà a forte crescita di miscanto cinese (Miscanthus sinensis) sono graminacee perenni che raggiungono 3-4 m di altezza in una sola stagione. Sono eccellenti piante energetiche per terreni poveri e secchi, e allo stesso tempo popolari piante ornamentali coltivate nei giardini. La sua quota nell’area delle colture energetiche in Polonia è stimata intorno al 20% e continua a crescere. Il potere calorifico del miscanto è di 17-19 GJ/t di sostanza secca, quindi comparabile a quello del salice.
- Le altre piante energetiche perenni coltivate in Polonia includono, tra le altre, il pioppo ibrido (Populus), la sida ermafrodita (Sida hermaphrodita), il silfio perforato (Silphium perfoliatum), la spartina della prateria (Spartina pectinata), la robinia pseudoacacia (Robinia pseudoacacia) e il topinambur (Helianthus tuberosus).
Il salice energetico è redditizio?
Naturalmente! Il salice energetico può crescere su terreni poveri, umidi e contaminati, ed è spesso utilizzato per piantumazioni protettive attorno a impianti industriali, discariche e lungo le autostrade. Come metodo per valorizzare terreni inutilizzati rappresenta un eccellente complemento per colture più esigenti.
Il costo di realizzazione di una piantagione di salice energetico di 1 ettaro si colloca tra 4000 e 7500 PLN, a seconda della tecnica agronomica adottata. Nel caso della realizzazione della piantagione con proprie talee, il costo scende a 3500-4000 PLN. Si tratta di un investimento a lungo termine: la piantagione può essere sfruttata efficacemente per 25-30 anni nello stesso luogo. Il salice viene solitamente coltivato in un ciclo triennale: la raccolta avviene una volta ogni tre anni. In questo modo si ottiene un maggiore potere calorifico del legno e una maggiore quantità complessiva di biomassa rispetto alla raccolta annuale, riducendo al contempo la frequenza della raccolta, il che si traduce in costi inferiori.
La raccolta del salice energetico può avvenire in un’unica fase mediante una trinciatrice semovente. Il cippato ottenuto in questo modo richiede poi essiccazione. Nel caso di colture di minore estensione si utilizza spesso una raccolta in due fasi: i germogli vengono tagliati e successivamente lasciati essiccare sul terreno della piantagione. Dopo alcune settimane il legno viene triturato con un cippatore mobile in cippato secco di alta qualità.
Quanto velocemente cresce il salice energetico? Molto rapidamente! La crescita nel primo anno di coltivazione può raggiungere i 3 m e, dopo tre anni, i germogli raggiungono circa 6 m di lunghezza e alcuni centimetri di diametro. La resa media di sostanza secca al raccolto nel 3° anno di coltivazione è in media di 45 t/ha. Su terreni umidi di III e IV classe il salice cresce più intensamente; dopo 3 anni dall’impianto della piantagione, da 1 ettaro si possono raccogliere oltre 60 tonnellate di sostanza secca!
Quanto si può guadagnare con il salice energetico? Abbastanza molto. Il prezzo di acquisto del salice energetico per tonnellata di cippato varia tra 150 e 300 PLN, il che, in un ciclo di coltivazione triennale con un raccolto medio di 45 tonnellate di sostanza secca per ettaro, dà 2250-4500 PLN all’anno.
La redditività delle colture energetiche può essere aumentata se, invece di vendere il raccolto a un punto di raccolta o a una centrale termica locale, si decide di produrre biocombustibile direttamente nell’azienda agricola. Il pellet di salice energetico è più costoso del cippato; il suo prezzo medio è di 800-900 PLN per tonnellata. Il processo di pellettizzazione della biomassa di salice consente di aumentare di oltre tre volte la densità del combustibile e di aumentare di 4,5 volte la concentrazione di energia per unità di volume rispetto al cippato.
Il legno di salice energetico può essere triturato mediante un cippatore direttamente sul campo o nell’azienda agricola. La fase successiva è la macinazione mediante un mulino a martelli. Infine la materia prima viene sottoposta a granulazione mediante una pellettatrice. In alternativa, in questa fase si può scegliere la produzione di bricchette combustibili mediante una bricchettatrice.
È importante sottolineare che tutti i dispositivi sopra menzionati sono utili anche per molte altre applicazioni nell’azienda agricola. Ad esempio, una macchina universale per la produzione di pellet può produrre questo tipo di combustibile anche dalla paglia – sia quella proveniente dal campo sia dalla paglia di miscanto, cioè la seconda pianta energetica più popolare.
Pellet di miscanto – l’erba energetica come alternativa al salice
Laddove per il salice è troppo secco, il miscanto si dimostrerà eccellente! Le erbe energetiche sono adatte alla coltivazione su terreni poveri di nutrienti. Non richiedono protezione contro malattie o parassiti né altri trattamenti agronomici.
Una piantagione di miscanto può essere sfruttata efficacemente per 15-25 anni e la sua eliminazione è molto più semplice rispetto al caso del salice. Inoltre, la raccolta può essere effettuata ogni anno senza perdita di produttività. Il miscanto è un’erba perenne con un ciclo vegetativo tipico delle piante perenni. La parte aerea muore ogni anno per poi ricrescere in primavera dalle radici svernanti. In pochi mesi il cespo raggiunge fino a 3-4 m di altezza! I raccolti possono essere effettuati già dal primo anno di coltivazione, anche se nei primi 2 anni la piantagione non raggiunge ancora il pieno potenziale produttivo. In autunno, nell’anno dell’impianto, si raccolgono mediamente 5-7 t di sostanza secca per ettaro; nella stagione successiva la resa aumenta a circa 8-12 t/ha. Dal 3° anno di coltivazione la resa annua di sostanza secca varia tra 17-25 t/ha. Il miscanto è una pianta termofila: nel clima caldo dell’Europa meridionale le rese superano le 30 t/ha. Di fronte al riscaldamento globale, risultati simili potrebbero presto essere possibili anche in Polonia!
Nel caso del miscanto il principale ostacolo è l’elevato costo di impianto della piantagione, che raggiunge 12000-25000 PLN/ha, dovuto principalmente agli alti prezzi delle piantine. Grazie all’impressionante resa di biomassa e alla natura pluriennale della coltivazione, l’investimento si ripaga rapidamente. Soprattutto se, invece di limitarsi alla vendita della paglia di miscanto, si avvia la produzione di pellet. Il prezzo della paglia di miscanto secca e pressata varia tra 200 e 400 PLN/t. Nel frattempo il pellet di miscanto può essere venduto a un prezzo molte volte superiore! I prezzi partono da 1000-1300 PLN per quantità all’ingrosso e arrivano fino a 1600-1800 PLN nel caso di clienti individuali che acquistano pellet confezionato in sacchi.
La produzione di pellet di miscanto è più semplice ed economica rispetto a quella del pellet di legno. Può essere realizzata utilizzando le stesse macchine impiegate per il pellet di paglia e altri rifiuti agricoli. Il processo consiste nella triturazione della materia prima mediante un trituratore e successivamente nella pellettizzazione in un granulatore per paglia e fieno oppure in una pellettatrice universale. Per ottenere pellet della massima qualità, per il quale è possibile ottenere un prezzo migliore, vale la pena puntare su una linea professionale per la produzione di pellet.
Finanziamenti per le colture energetiche
Attualmente in Polonia esistono diverse possibilità di ottenere sovvenzioni per la coltivazione di piante energetiche. Il Piano Strategico per la Politica Agricola Comune per gli anni 2023–2027 (PS WPR 2023–2027) prevede sovvenzioni pensate appositamente per questo eco-business! Il sostegno per gli “Investimenti che contribuiscono alla protezione dell’ambiente e del clima” consente di ottenere fino al 65% di rimborso dei costi per gli agricoltori individuali (oppure l’80% nel caso di gruppi di agricoltori), tra l’altro per l’acquisto di macchine specializzate per la raccolta della biomassa, trituratori per rami, trinciatrici e piantatrici, nonché per la costruzione di magazzini per la biomassa. Il limite del finanziamento arriva fino a 200 000 PLN per azienda agricola.
La coltivazione di piante energetiche consente inoltre di ottenere il Sostegno di Base al Reddito che, secondo le tariffe previste per il 2026, dovrebbe ammontare a circa 500–600 PLN/ha.
Riepilogo
Le colture energetiche consentono di diversificare la struttura delle coltivazioni e i redditi dell’azienda agricola, oltre a valorizzare in modo redditizio i terreni poveri. La chiave del successo è la scelta del tipo di pianta energetica in base alle condizioni del terreno (terreno secco – miscanto, terreno umido – salice). La massimizzazione dei profitti sarà garantita dalla trasformazione della biomassa prima della vendita in pellet o bricchette, per i quali si ottiene un prezzo per tonnellata molte volte superiore rispetto al cippato o alla paglia grezzi. Questo investimento è sostenuto da programmi di finanziamento nazionali ed europei che offrono il rimborso dei costi di acquisto di macchinari specializzati e pagamenti diretti annuali per ettaro di coltivazione.











