Macchine per pellet di ogni dimensione – dalle piccole pellettatrici alle linee di produzione complesse

Macchine per pellet di ogni dimensione – dalle piccole pellettatrici alle linee di produzione complesse

I biocarburanti sono diventati una parte integrante del panorama energetico della nostra parte del mondo. Il combustibile prodotto dalla biomassa attira gli utenti per le sue basse emissioni, la semplicità di utilizzo e, fino a poco tempo fa, per il prezzo conveniente.

Il leader indiscusso tra i combustibili da biomassa è senza dubbio il pellet.

A causa delle fluttuazioni dei prezzi di mercato, un numero sempre maggiore di utenti di combustibile granulato decide di produrlo autonomamente.

La teoria è molto semplice – per garantire l’indipendenza energetica sono necessari biomassa e una macchina per la produzione di pellet. 

In questa equazione occorre però considerare un altro fattore importante – la scala.

Non è difficile immaginare che il processo produttivo del pellet sarà diverso per una casa unifamiliare, diverso per un agriturismo di medie dimensioni e ancora diverso per una grande azienda agricola dinamica.

Il mercato delle macchine per la produzione di pellet, come l’industria automobilistica, offre soluzioni in ogni segmento adattate alle diverse esigenze degli utenti.

Prima di acquistare una pellettatrice vale la pena stimare il proprio fabbisogno, per non comprarsi un camion quando sarebbe bastata una piccola utilitaria.

Vediamo come scegliere l’attrezzatura giusta.

 

Consumo di pellet

Prima di iniziare a produrre il proprio granulato, è necessario calcolare il proprio fabbisogno di pellet. Se finora hai utilizzato pellet acquistato – conosci già il tuo consumo. In caso contrario, puoi calcolarlo facilmente.

Si può farlo sulla base delle bollette del riscaldamento (ad es. gas, elettricità, carbone) oppure stimando il fabbisogno annuale. 

Il fabbisogno energetico si esprime in chilowattora per metro quadrato, cioè kWh/m². A seconda dell’isolamento della casa, questo valore può variare, generalmente tra 100 e 200 kWh/m²

Un pellet di alta qualità presenta un potere calorifico di circa 5 kWh/kg, nel caso di granulato fatto in casa con aggiunta ad esempio di bucce o fieno, questo valore può essere inferiore e aggirarsi intorno ai 4 kWh/kg.

 

Calcoliamolo per una casa ipotetica con i seguenti parametri:

superficie: 120m²

fabbisogno energetico: 120 kWh/m²

potere calorifico del pellet: 5 kWh

 

Per un edificio di questo tipo la situazione sarebbe la seguente:

Fabbisogno energetico: 

120 kWh/m² x 120 m² = 14 400 kWh

 

Consumo di pellet:

14 400 kWh ÷ 5,0 kWh/kg = 2880 kg di pellet all’anno, con margine – 3 tonnellate di pellet.

 

Tipi di pellettatrici

Le presse per la produzione di granulato possono essere classificate in base alla capacità produttiva espressa in chilogrammi di pellet finito all’ora (kg/h).

Le pellettatrici si dividono inoltre in due tipi principali.

Le presse a matrice piana sono decisamente il tipo più diffuso di pellettatrice e dominano il mercato della produzione su piccola scala – a questo gruppo appartengono tutti i modelli elencati di seguito. Tra le pellettatrici a matrice piana si distinguono i modelli monoasse, disponibili nelle versioni con due, tre o quattro rulli – ossia elementi rotanti che spingono la biomassa attraverso i fori della matrice. Maggiore è il numero di rulli, maggiore è la produttività della macchina, poiché la materia prima viene lavorata più rapidamente ed efficientemente.

Esistono anche pellettatrici a matrice anulare, ovvero macchine specializzate destinate principalmente a impieghi industriali, dove è richiesta elevata produttività e funzionamento continuo. 

Un’altra distinzione può riguardare il tipo di alimentazione. La maggior parte dei modelli disponibili sul mercato prevede il funzionamento in un luogo con accesso stabile all’energia elettrica. Un’alternativa alle presse elettriche sono le pellettatrici a motore a combustione – più costose nell’utilizzo, ma indipendenti dalla rete elettrica.

Ai fini del nostro confronto torniamo però al criterio della capacità produttiva espressa in kg/h. 

La classificazione si presenta come segue:

 

1. Dispositivi per uso domestico (fino a 100 kg/h)

Si tratta di piccole presse destinate alla produzione di combustibile per una singola famiglia. 

Un esempio di tale dispositivo è PELLETNIK 150 (60 kg/h).

I dispositivi di questo segmento sono caratterizzati da una struttura semplice. Le piccole pellettatrici sono spesso presse multifunzionali che possono svolgere anche la funzione di granulatore per mangimi (previa sostituzione della matrice con una più spessa).

Si tratta di dispositivi semplici da utilizzare, facili da trasportare, che funzionano con la corrente di una normale presa” 230V.

2. Pellettatrici per piccole aziende agricole e produttori locali (100–300 kg/h)

I dispositivi di questa categoria sono pellettatrici leggermente più performanti, convenienti per aziende che generano grandi quantità di biomassa o per piccoli laboratori di lavorazione del legno.

Le macchine di questo segmento sono spesso disponibili anche in versione multifunzionale e, dopo la sostituzione della matrice, si prestano con successo alla produzione di mangime granulato.

Un esempio di tale pressa è PELLETNIk 260 (capacità: 250 kg/h per pellet e fino a 500 kg/h per mangime)

3. Pellettatrici industriali (oltre 300 kg/h)

Si tratta di un segmento di pellettatrici adatto alla lavorazione di grandi quantità di biomassa e al funzionamento continuo nell’ambito di una linea, ad esempio con coclea di alimentazione. Spesso possono svolgere anche la funzione di granulatori. Utilizzate in grandi aziende agricole, segherie o falegnamerie. 

Facendo riferimento al consumo ipotetico di 3 tonnellate di pellet all’anno calcolato sopra – si può stimare che una pellettatrice in tale configurazione possa produrre durante un turno (8 ore) l’equivalente del fabbisogno annuale di pellet per una piccola casa unifamiliare ben isolata. 

Un esempio di tale dispositivo è PRIME-400 PRO.

4. Linee di produzione di pellet (da 150 a 700 kg/h)

Linee di produzione di pellet sono insiemi automatizzati di apparecchiature che coprono l’intero processo di produzione del pellet – dalla preparazione della materia prima, attraverso l’essiccazione e la granulazione, fino al raffreddamento e al confezionamento. A differenza di una singola pellettatrice, che è responsabile solo della formatura del granulato, le linee di produzione sono destinate al funzionamento continuo e su scala più ampia. Ciò non significa tuttavia che una linea debba necessariamente avere una capacità superiore rispetto ai granulatori autonomi. Il vantaggio della linea è il funzionamento ininterrotto e il processo automatizzato di alimentazione della biomassa all’interno dell’impianto. 

Esistono naturalmente anche impianti di dimensioni maggiori, la cui capacità e dimensione sono limitate solo dal budget degli investitori e dei dirigenti che li ordinano per i propri stabilimenti. Si tratta tuttavia di macchine solitamente costruite su commissione per grandi aziende che producono granulati su larga scala. Le più grandi pellettatrici industriali raggiungono una capacità fino a 10.000 kg/h.

In sintesi

La produzione autonoma di pellet può assumere molte forme – per alcuni sarà un’attività da svolgere nel proprio terreno per uso personale e per alcuni vicini, per altri una forma conveniente di gestione dei rifiuti che comunque dovrebbero essere smaltiti. Altri ancora considerano la produzione e la distribuzione di combustibili da biomassa come una fonte importante di reddito. 

Indipendentemente dal gruppo a cui appartieni – prima di acquistare una pellettatrice informati sui diversi tipi di dispositivi e scegli quello che meglio soddisfa le tue esigenze. 

19/05/2025 18:30:50
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